… cirò VS bolgheri … seconda parte …


… dicevamo … uno stravolgimento del vino Cirò con aumento delle percentuali di altri vitigni che alterano la purezza del gaglioppo e, di contro, l’ammissione di monovitigni negli uvaggi bordolesi del Sassicaia  … dopo aver parlato della Toscana, DOC Bolgheri, sottozona Sassicaia, è la volta della Calabria, DOC Cirò, vitigno gaglioppo che, con il cambio del disciplinare, non si farà più in purezza … la vicenda qui, è molto più controversa e travagliata, come spesso accade in luoghi abituati a combattere la battaglia per le proprie terre … cercando di ricostruire la storia di quello che è successo, si farà anche una proposta, forse “naif” e “provocatoria” … forse una follia … non si può lasciare la cosa in questo stato! …

… e dire che, oggi, invece di DOC si chiamano DOP, Denominazioni di Origine Protette … protette? … e da chi? … ma soprattutto da cosa? …

… parto dal commento all’articolo della prima parte ricevuto proprio da chi è nel cuore del problema, si è battuto e si sta battendo per la causa, parlo di Francesco De Franco, architetto-vigneron e produttore di Cirò, o, come si è firmato, semplicemente, Francesco un produttore “tradizionalista” : tra i fatti di Bolgheri e quelli di Cirò c’è una differenza fondamentale … in Calabria è mancato un confronto trasparente! … si è arrivati ad imporre le modifiche senza democrazia, senza una vera maggioranza e, soprattutto, senza dare ascolto a proposte migliorative che provenivano dalla vera base produttiva (viticoltori e cantine) … insomma sembra la solita storia del potere applicato con il metodo dei pesi ponderali basati su indicatori di forza economica e politica … 

… cosa è successo … moltissimo è stato scritto e anche da persone molto titolate e competenti, qui, allora, viene solo sintetizzata l’annosa vicenda … in quattro punti, allora, quello che è accaduto …

  1. sono state apportate modifiche sostanziali al D.P.R.  del  2  aprile  1969,  con  il  quale fu riconosciuta la Denominazione di Origine Controllata dei vini «Ciro’» ed è stato approvato  il nuovo disciplinare di produzione … qui c’è il nuovo disciplinare … e qui una sintesi del vecchio disciplinare … 
  2. è stata approvata la domanda e l’istanza, presentata dal Consorzio  per  la  Tutela  e  la Valorizzazione dei vini a DOC Cirò e Melissa intesa ad ottenere la modifica del  disciplinare  di produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata «Ciro’» con tanto di parere  favorevole  della  Regione  Calabria
  3. non è stata approvata la richiesta di inserimento nel disciplinare del marchio consortile pervenuta dallo stesso Consorzio  per  la  Tutela  e  la Valorizzazione dei vini a DOC Cirò e Melissa
  4. è stata respinta l’istanza presentata da parte della base dei produttori, in particolare da Francesco M. De Franco per modificare  la  base ampelografia delle tipologie «rosso» e «rosato» e per ripristinare  il valore originario dell’acidità totale minima per tutte le  tipologie

… in sostanza …

  1. i primi due punti ci dicono che il vecchio disciplinare è interamente sostituito da quello nuovo e che dalla prossima vendemmia, millesimo 2011/2012, la DOC Cirò non sarà più fatta solo con il vitigno gaglioppo, dal 95% portato ora all’80% con l’ammissione di altre varietà fino ad un massimo del 20% (Barbera, Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Sangiovese e Merlot fino 10% … beh, lasciatemi passare una battuta, almeno si scongiura, forse, la nascita del “Bolgherò” o se volete “Cirocaia” … si perde certamente la tipicità del Cirò che diventerà irriconoscibile
  2. il punto 3 non ci farà vedere sulle nuove etichette nuovi loghi e marchi
  3. il punto 4 ha portato alla conferma dell’abbassamento del valore minimo dell’acidità totale che da 5g/L è stato modificato a 4,5g/L … si è tentato di impedire questa modifica giudicata non migliorativa in favore di un’equazione che vuole l’acidità legata alla qualità del vino sia dal punto di vista organolettico sia per la propensione all’affinamento

 come è successo … si è tentato di ricostruire la storia di questa vicenda andando a ritroso, ovvero partendo dall’approvazione del nuovo disciplinare … si è andati in cerca dei vari contributi, incontri, commenti, la cui lettura restituisce un quadro esaustivo della “battaglia di Cirò” … si chiede di segnalare le eventuali carenze, mancanze, assenze, ecc …

  • 22 dicembre 2010, pubblicazione nulla Gazzetta Ufficiale n°298 del nuovo disciplinare
  • 9 dicembre 2010,  Decreto di approvazione del nuovo disciplinare
  • 16 novembre 2010, riunione e relativo parere del  Comitato  nazionale  per  la  tutela  e  la valorizzazione delle denominazioni di  origine  e  delle  indicazioni geografiche tipiche dei vini
  • 8 novembre 2010, lettera aperta all’Assoenologi da parte del Comitato in difesa dell’identità del Vino Cirò
  • 12 agosto 2010, pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n°187 del parere favorevole del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini sulla citata domanda e proposta di modifica del relativo disciplinare di produzione
  • 6/7 luglio 2010, riunione del Comitato Nazionale Vini riguardante le modifiche deliberate al disciplinare dei vini DOC Cirò riportate come adeguamento alla base varietale dei vigneti

 … in questo blog, nella rassegna web, scorrendo la pagina a destra, una serie di altri contributi molto esaustivi …  qui un articolo del 27 agosto 2010 che parla, come suol dirsi, fuori dai denti … che ne richiama qui un altro de “il viandante bevitore” … qui un articolo del 9 novembre 2010 dall’esplicito titolo il cirò non si tocca … dove c’è un modo per firmare, on line, una petizione in difesa dell’identità del vino Cirò  … io l’ho fatto, la firma n°384 è la mia …

… la proposta … è d’obbligo una premessa: quanto verrà suggerito è una fantasiosa risposta alla vicenda e dovrà essere interpretato come un contributo a questa storia tutta italiana; è un modo per stare vicino a coloro che si sentono davvero danneggiati dalla vicenda …

… lottare per l’affermazione del vino buono, per la cultura delle tradizioni e del territorio è giusto … snaturare una delle storiche denominazioni d’origine italiane, vanificando gli sforzi fatti da coloro che hanno lavorato per l’affermazione di un prodotto che rispetta la sua tipicità e che è diventato riconoscibile nella sua purezza e schiettezza è sbagliato…

… accolgo con vero piacere l’idea di volersi unire per continuare a produrre il Cirò come deve essere fatto, in purezza dando al gaglioppo quel che è del gaglioppo

… come “cultore della materia”, curioso ed estimatore ma, soprattutto come consumatore, dico che ci vuole un segno di riconoscibilità, una lezione esemplare che sappia vincere i timori ed affermare sani principi di un mercato di qualità … sarebbe bello che con la prossima vendemmia fosse chiaramente identificabilre il Cirò “vero” da quello “falso”! … non si può sbagliare e comprare bottiglie di nuovo Cirò irriconoscibile, globalizzato ed uniformato … bisogna continuare a degustare quello vero! …

… fra il sacro ed il profano, il serio ed il faceto, sarebbe bello che nascesse un “bollino di qualità” da mettere sulle bottiglie veramentedoc , quelle del Cirò che si faceva prima, un pallino molto visibile, colorato, riconoscibile, un occhio vigile per il consumatore finale …

… è troppo sognare di avviare una battaglia per la nascita di un Cirò DOCG? … se fosse necessario, magari, si potrebbe pensare ad una piccola modifica del nome, perché no, ad esempio, Cirò_vero, o, VCiròV, che sembra anche già un marchio … in questo modo il disciplinare del Cirò DOCG, potrebbe semplicemente ripristinare  la vecchia normativa, la purezza dell’uvaggio precedente, l’acidità potrà essere riportata ai valori sperati e si potrà pensare di intervenire anche sulla resa per ettaro adeguandola ai più corretti valori di produzione e qualità … poi una grande rivincita sarebbe rappresentata da un marchio di consorzio che potrebbe comparire in etichetta, magari proprio il “consorzio base produttori VCiròV” … una follia? … un sogno? … mah …

… et vinum laetificet cor hominis, ovvero, e il vino rallegri il cuore dell’uomo, proverbio latino al quale aggiungerei … e ne apra la mente … 

 
 

... stralcio satellitare dell'areale Cirò DOC (fonte google maps) ...

 

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Informazioni su annitoabate

... sono un architetto ma anche un ricercatore e comunicatore del gusto ... della vita ...
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