… una chicca gastronomica con … abbinamento finale” …


… con vero piacere ricevo e pubblico uno scritto del mio grande amico, sommelier, degustatore ufficiale AIS, ma soprattutto eno-poeta … Gennaro Albano che già presta mente, penna e tastiera ad altri spazi e blog che trattano di enogastronomia e mondo del vino.

… come già nel titolo da lui proposto, trattasi di una “chicca” enogastronomica, un aneddoto sulla nascita di un prodotto che ha contribuito ad arricchire di sapori e storia la nostra Italia, nazione dalle “variegate” realtà da scoprire, conoscere, diffondere e mantenere vive nelle menti e nei cuori … di seguito l’articolo …

Finalmente! … Son riuscito ad evadere dal mio tran tran quotidiano  e colgo l’occasione  per  rendere edotti i lettori di questo blog su una leccornìa gastronomica che ho assaggiato e mi ha lasciato, in senso positivo, di stucco; di conseguenza  ho cercato, per un amore sviscerato nei confronti di un territorio, di abbinarci un vino che potesse reggere il confronto.

Si tratta dello “Scoppolato di Pedona”.

Prodotto in Pedona, località vicino Camaiore, nella Lucchesia, è un formaggio di pecora ottenuto con una doppia cagliatura ed una stagionatura di cinque mesi in grotta. La produzione limitatissima fa dello Scoppolato un vero e proprio tesoro della produzione casearia italiana.

La leggenda narra che il casaro Tristano detto Pedona  facesse formaggio per conto di un signore lucchese. Ma in realtà tratteneva per sé il latte migliore e, nonostante si “scoppolasse”, si togliesse educatamente la coppola ogni volta che lo incontrava, realizzava un prodotto scadente per il suo committente. Un giorno questi fece una improvvisa visita, scoprì il formaggio “buono”,  esclamò “altro che scoppolato di Pedona, tu sei un furfante!” e lo obbligò a farlo solo per lui. 

La particolare lavorazione conferisce al formaggio una piacevole sensazione di latte fresco, nonostante il lungo periodo di stagionatura. Va consumato rimuovendo la crosta superiore della forma.

Per sprigionare al palato il meglio di sé, il taglio deve essere necessariamente a “scavo”, come avviene per il Parmiggiano Reggiano.  Dopodichè si percepisce un aroma  intenso,  erbaceo, sentor di fieno; al gusto è morbido, avvolgente, con tendenza dolce, modica grassezza, e una persistenza gustativa, accompagnata da leggere note salmastre.

A questo punto, qual vino abbinarci?

Forte del desiderio di aggirarmi per il territorio vitivinicolo della Lucchesia, mi imbatto in un vitigno, rigorosamente autoctono, “che sente il mare”!! un Vermentino bianco 

Igt Toscana, annata 2007, 13.5 °C.

Vitigno tradizionale delle coste tirreniche da sempre coltivato nel territorio apuano. Vinificazione semplice, otto mesi nei caratelli, con successivo affinamento in bottiglia per 8-12 mesi .

Di color giallo paglierino con nuanches dorate, cristallino e  consistente.

Al naso si apre con una buona intensità e complessità, note floreali (fiori bianchi) quali zagara e biancospino, frutta matura con leggere note di vaniglia e cocco.

Al gusto è secco, abbastanza caldo, morbido, abbastanza fresco, leggermente minerale.

Di corpo, in buon equilibrio con ottima persistenza gustativa, di grande armonia gusto-olfattiva.

Insomma un vino che si presta, in maniera positiva, ad accompagnare questo eccellente prodotto caseario.

Provare per credere. !! Alla prossima.

Gennaro Albano

... Scoppolato di Pedona ...

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Informazioni su annitoabate

... sono un architetto ma anche un ricercatore e comunicatore del gusto ... della vita ...
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Una risposta a … una chicca gastronomica con … abbinamento finale” …

  1. annitoabate ha detto:

    … caro il mio amico eno-poeta, il primo commento è proprio mio ed è solo per dirti, come mi hai scritto in corso di invio che “Mi auguro che sia foriero di successivi manoscritti personali ” … è vero, per il momento, mi sono beccato questo! …

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