… per chiese e per cucine … arts&wine … Italia, Liguria …


… terzo regalo del nostro amatissimo, sommelier e degustatore ufficiale AIS, Gennaro Albano che questa volta firma un brano che ci porta in Liguria e, per le vie dell’amore, propone un triplo abbinamento vino, cibo ed arte, il tutto condito dai bellissimi colori della macchia mediterranea … con questo pezzo si vuole anche inaugurare una piccola rubrica tematica dall’eloquente nome di arts&wine di cui si presenta anche il logo … grazie eno-poeta!

Voglio iniziare il racconto con una riflessione personale.

Penso che una persona come me, che ha “vissuto”molte primavere, sviluppi ad un certo punto della propria vita un irrefrenabile desiderio di ricerca del bello, del valido dal punto di vista dell’estetica; insomma unnonsochè di raffinato ed elegante che “fa il paio” con una bramosìa di misticismo sempre più incalzante. Senza peraltro, tralasciare momenti di vita reale, quotidiana, che sono un viatico del viver terreno!. Tutto è opinabile, mi direte, ma veniamo al racconto.

Libero da impegni lavorativi, trovandomi in Liguria ho deciso, d’emblée , di visitare un borgo delle Cinque Terre e precisamente una frazione del Comune di Riomaggiore: Manarola.

Perché? Direte voi, lettori di questo magnifico blog.

Ho voluto percorrere la “Via dell’amore”, un sentiero scavato nella roccia che si percorre in un quarto d’ora. Uno spettacolo emozionante e indimenticabile con un mare talmente azzurro che al calar del sole si ammanta di dolci sfumature autunnali.

… anche le panchine si baciano a via dell’amore …

Il borgo di Manarola è dominato dalla parrocchiale di San Lorenzo, costruzione gotica con un rosone romanico a dodici colonnine e all’interno c’è un “Trittico” con Madonna e bambino, di grande pregio e bellezza; un capolavoro di Anonimo delle Cinque Terre.

Manarola è un piccolo borgo con case addossate l’una sull’altra. Ognuna è di colore diverso, come una tavolozza che splende al sole con colori vivaci e luminosi che sfumano in delicati toni pastello. Ci sono due musei nel borgo; uno raffigurante la vita dura dei contadini e l’altro è dedicato allo “Sciacchetrà”, vino liquoroso, famoso, dove son conservate le attrezzature per la sua preparazione.

Tutto molto bello ed affascinante.

Ad un certo punto, durante il dolce e istruttivo mio girovagare, avverto che la “mia tiroide”, forse stimolata dalla salsedine e dallo iodio, per la vicinanza del territorio acqueo marino, ha cominciato a chiedere … asilo politico … al mio stomaco!

Vado alla ricerca di una trattoria! Trovata. Mi catapulto immantinentemente.

Un ringraziamento a Iddio per la bellissima giornata concessami; un localino, pulito, semplice, una cucina prettamente ligure con una carta dei vini deliziosa e sorprendente.

Dò sfoggio della mia “vis“enologica e ordino un Colli di Luni Vermentino Costa Marina vendemmia 2009, da abbinare ad un primo di tagliolini fatti in casa con scampetti, seppioline, topinambur e bottarga: un piatto sublime!

Di seguito un “cappun magro”, tipico piatto ligure che alterna strati di pesce a verdure; eccezionale per freschezza degli ingredienti, cottura al vapore delicatissima, presentazione del piatto da manuale.

Il Colli Di Luni si presenta in tutto il suo splendore; un giallo paglierino intenso con nuances dorate.

Un ventaglio di sentori di macchia mediterranea, foglie di basilico, sentori di cedro che van di pari passo con note minerali di silice. Una sobria freschezza. Un assaggio avvolgente, dalla lunga persistenza, che sfuma in una piacevole sapidità. Da bere alla temperatura di 10-12°C.

Gradazione alcolica 13.5%.

... un'etichetta "interpretata" di Sciacchetrà ...

Termino con torta di mele e noci. Un matrimonio perfetto!

Adoro lo Sciacchetrà! Un Cinque terre Sciacchetrà 2008.

Oro antico che evolve verso l’ambrato! Che meraviglia! Un naso variegato, disposto su sentori di fiori di acacia appassiti, miele di corbezzolo, datteri e zafferano. Un palato dolce, morbido e avvolgente in piacevole accordo con una flessuosa sapidità. Una inesauribile persistenza. Gradazione 14%.

Tronfio di gioia, mi avvio sulla strada del ritorno. Alla prossima.

Gennaro Albano

… e, come di consueto, di seguito, un approfondimento del blogger …

... vitigno albarola ...

La denominazione Colli di Luni, DOC dal 1989, è caratterizzata dai piccoli produttori che, spesso, operano con idee e mentalità molto personali ed anche una artigianalità apprese nella loro esperienza di vita o importate dalla vicina Francia; domina l’acciaio anche nei rossi.

Sebbene una D.O. di confine, nella Lunigiana appunto, la Liguria sembra essere egemone rispetto alla Toscana tanto che i vignaioli de’ la terra di Dante si sentono più a casa di Colombo.

... vitigno bosco ...

I terreni della Riviera Ligure di Levante sono calcarei e generano dei bianchi di buona qualità in grado di competere con quelli della costa di ponente, di cui il vermentino ne è la massima espressione; dotato di grande personalità, specie se vinificato in purezza, sa anche farsi notare in uvaggio dando vini molto profumati e strutturati. Il suo forte, però, non è la longevità a causa della bassa acidità fissa

DOC Colli di Luni, interregionale tra Liguria e Toscana, zona di produzione province di La Spezia e Massa Carrara, vino VERMENTINO, vitigno vermentino (min. 90%).

... vitigno vermentino ...

Altri vini. BIANCO, vitigni vermentino (min. 35%), trebbiano toscano (25-40%), ammessi altri (max 30%) e ROSSO, vitigni sangiovese 860-70%), canaiolo e/o pollera nera e/o ciliegiolo nero (min.15%), ammessi altri (max 25%) con limite per cabernet (max 10%).

Nel rispetto della sua appartenenza a due regioni diverse, il vitigno più importante è il vermentino ma nel bianco si fa sentire l’influenza del trebbiano toscano, mentre nel rosso quella del sangiovese, del ciliegiolo e del canaiolo.

Terra di elezione del VERMENTINO, la Liguria ne prolunga le maturazioni per dare al vino dei bei toni giallo paglierino, profumi intensi, fruttati e riconoscimenti di timo e basilico; al gusto è secco, di buona struttura, fresco e sapido.

Esile il BIANCO con chiara influenza organolettica dalla vicina Toscana, di buona struttura il ROSSO, prodotto in poche quantità, quindi, difficile da reperire.

… vigneti, versanti collinari, il borgo di Manarola, tutto a picco sul mare …

5 villaggi di pescatori in fila lungo un piccolo tratto di costa a picco sul mare denominato Cinque Terre tra 2 promontori, Mesco e Montenero della Riviera di Levante.

Un vino paglierino, qualche volta più carico o dorato, quello “delle Cinque Terre” all’origine venduto in fiaschi, si credeva non fosse prodotto sul posto tanto era più buono quello che non era in vendita e che ancora oggi conserva i suoi caratteri di rarità. Fare il vino da queste parti non è facile: bisogna sostituire le viti che smettono di produrre per vecchiaia, la cura dei vigneti impone sforzi “eroici” per salire e ridiscendere le scoscese costiere sui quali sono impiantati … le vendemmie sono una vera impresa che porta coloro che devono perpetuare la tradizione (i giovani insomma) a scoraggiarsi e ad abbandonare la terra, a scapito della produzione di uno dei tesori enologici italiani. Qui l’uomo ha fatto tanto in passato ed ancora oggi, infatti, solo lo sforzo di appassionati ed ostinati viticoltori, associati in cooperativa, ha permesso il recupero nel tempo delle aree vitate piantate su caratteristici terrazzamenti rivolti verso il mare sostenuti dai tipici muretti a secco in pietra. Ingredienti di questo amato vino sono le piante, che vengono poste al riparo dai venti, specie quelli primaverili, il clima mite, che attenua i rigori invernali, l’esposizione, che accoglie tutto il calore necessario a permettere la maturazione dei frutti, la terra, che assorbe l’atmosfera marina, l’energia del sole e l’acqua della pioggia chiedendo alle pietre stratificate dalla mano dell’uomo di completare l’opera.

La denominazione Cinque Terre e Cinque terre Sciacchetrà, DOC dal 1973, è, forse, il più famoso dei vini liguri, bianco e particolare anche per la produzione della regione che preferisce, in genere, vinificazioni a vitigno unico; siamo qui, invece, in presenza di uno dei famosi uvaggi della penisola italiana: BOSCO, VERMENTINO ed ALBAROLA, per donare, rispettivamente, struttura,  profumi e freschezza ai vini di questa zona.

Il BIANCO, vitigni bosco (min. 40%), albarola e/o vermentino (max 40%), ammessi altri (max 20%), un vino giallo paglierino con delicati profumi di fiori e di frutti, secco, fresco com la giusta sapidità ma non dotato di grande struttura e calore.

Nella stessa DOC il famosissimo CINQUE TERRE SCIACCHETRÀ, un vino dolce, passito, di indiscusso valore qualitativo, vinificato con le stesse uve e percentuali del precedente, i cui grappoli vengono fatti appassire su graticci o appesi al soffitto in locali freschi e ben aerati con tempi non prevedibili ma stabiliti a seconda dell’andamento dell’annata e soprattutto delle mareggiate e dell’umido autunnale, entrambi cari alleati dei marciumi, non nobili e sempre in agguato.

Questo nettare ha una resa bassa e molte sono le difficoltà per produrlo con un duro lavoro sulle coste di Riomaggiore, Menarola, Volastra, Coniglia, Tramonti, che sicuramente ne giustifica il costo a bottiglia … specie se veramente buona !

Ed non a caso 3 sono le coste che ne costituiscono le piccolissime sottozone, tutte concentrate nel Comune di Riomaggiore i cui nomi, romantici ed armonici ci ricordano la famosa passeggiata della via dell’Amore: COSTA DE SERA, COSTA DE CAMPU, COSTA DE POSA.

... l'indicazione del percorso degli amanti ...

Ma il mito Sciacchetrà ha anche ispirato un’ampia letteratura, a volte ripresa dai racconti dei vecchissimi produttori che, tra di loro, lo chiamavano renfursà a Riomaggiore Manarola e Vin Duse a Vernazza. Il vino veniva usato  per le ricorrenze importanti e se ne produceva una modesta quantità, liquido prezioso di allegria ed unione ma anche di tristezza e perdita come a Vernazza in occasione dei decessi, talvolta  un dono per sdebitarsi o entrare nelle grazie di quelli che contavano. Una produzione, allora, tutta vernacolare che ha saputo commercializzare questo grande passito solo dal 1985 per opera della Cooperativa Agricoltura e vin dolce da prima si chiamò sciacchetrà poi, non si sa bene come e perchè, ma ancora oggi, da queste parti, gli anziani lo chiamano renfursà.

... le D.O. della Provincia di La Spezia ...

Informazioni su annitoabate

... sono un architetto ma anche un ricercatore e comunicatore del gusto ... della vita ...
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Una risposta a … per chiese e per cucine … arts&wine … Italia, Liguria …

  1. Gennaro Albano ha detto:

    Bravo Annito!…….un approfondimento didattico , scolastico , esaustivo!!………molto bello……

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