… Grecomusc’: vino, terroir, amicizia e tante emozioni …


… maledizione ! … ho dimenticato da Rosiello la tovaglietta con tutti i miei appunti! … si, quelli che, con il mio solito dis.ordine prendo in degustazione e che ho scritto anche quella sera di mercoledì 30, ultimo giorno del penultimo mese di questo anno 2011 … festeggiare, nella vita, è qualcosa che aiuta sia a scandire la gioia, sia a tenere unito il filo della comunicazione con se stessi e con gli altri, il britannico “to celebrate” questa volta rende ancora meglio lo stato d’animo che si poteva percepire mentre si partecipava, protagonisti sensoriali, alla storica verticale di uno dei vini che mi ha intrigato di più negli ultimi anni: il Grecomusc’ di Cantine Lonardo, professionalmente parlando GRECOMUSC’ IGT CAMPANIA, CONTRADE di TAURASI nella sequenza delle annate 2004 2005 2006 2007 2008 2009 e 2010, praticamente tutto l’arco della sua vita da liquido idroalcolico …

… voglio anche io festeggiare con i miei amici archeo.vigneron di Taurasi, “to celebrate”, quella meravigliosa serata, ringraziare chi mi ha permesso di degustare quei vini così belli, profumati e saporiti … dovrei dedicare più tempo a questo blog, avrei dovuto scrivere subito questo articolo ma non ho avuto la possibilità … mi occupo di altro nella vita ! … non è un problema, mi dico, molti hanno già fatto recensioni, egregiamente, tracciato il profilo sensoriale e messo in risalto le differenze tra le annate, parlato del vitigno, della sua ampelografia, della sua terra … il terroir … come è meravigliosamente sintetica e significativa questa parola, ricca di tanto, come solo i francesi sanno fare …

… quando squillò il telefono ero preso da altro … eh si,  “la vita è quella cosa che ci accade mentre siamo impegnati a fare altri progetti” per dirla alla Anthony De Mello (cfr Messaggio per un’aquila che si crede un pollo), ma in molti sono pronti a scommettere che sia un aforisma di John Lennon e la cosa, in fondo, non mi dispiace affatto … non divagare ! …

… dicevo … quando squillò il mio cellulare ero in macchina, istintivamente, certamente meccanicamente risposi … era Franco … non ci potevo credere ! … si realizzava davvero ?!? … finalmente i Lonardo avevano organizzato la verticale di Grecomusc’, ne avevano parlato tante volte con Flavio e Antonella … eh si perché, per me, la storia di questo vino risale a qualche anno fa, quando lo assaggiai direttamente in cantina sia in bottiglia (quello delle annate in commercio), sia come campione in corso di maturazione (quello che deve rimanere a riposo prima di essere bevuto) … si, un vino che mi ha colpito molto sin dal primo sorso, un vino che vive di un vitigno intrigante, scontroso ma anche molto affascinante, come in genere capita anche a tanti esseri viventi … uno di quei “tipi tosti”, forgiati dalla vita perché salvato dall’estinzione, bianco, precoce e dalla “buccia” in grado di essere “paziente” durante il magico momento della sua raccolta, uno di quei vini.vitigni che sa entrare sempre in sintonia con la sua annata, mai banale, in quanto la metabolizza e la fonde con le sue caratteristiche intrinseche in modo da non regalare mai nulla di scontato, mai troppo prevedibile … non sono queste le cose che ci affascinano di più (e non solo nei vini)? … un tempo solo i contadini lo conoscevano, lo raccoglievano in due o tre posti dell’Irpinia, e capitava che lo mischiavano con altra uva … è anche questo che ha caratterizzato le prime annate del grecomusc’ … un vino.vitigno che sa che ha una mamma.vite dal tronco grande (a piede franco si dice), una “chioccia” che regala linfa forte e fluida accarezzando ed avvolgendo, con ali protettive, ogni parte dei suoi grappoli, sfamandoli, facendoli crescere sani e diventare grandi e maturi …

… ma quando entra in gioco l’eccellenza non è solo la natura, ma anche l’essere umano che ci mette il suo, in questo caso tanto ! … sarà stata sintonia tra caratteristiche e potenzialità? … tra chi sa come esprimersi e chi sa far esprimere? … complicità? … io credo di si … un grande lavoro di squadra tra illuminati produttori,  studiosi, ricercatori, ampelografi, enologi e microbiologi, un gran lavoro di selezione, in vigna ed in cantina, proprio per assecondare il miglior carattere del sorprendente cultivar.rovello che non ama il global.lievito ma vuole essere avvolto solo da “funghi” che conosce bene e con i quali ha giocato da bambino, consigliando ad essi le migliori strategie per vincere lotte e battaglie, per l’affermazione della vittoria … quella del gusto, aggiungerei ! … non voglio spiegare adesso cosa significa selezione di lieviti indigeni direttamente in vigna e cantina, ho però il forte sospetto che fanno bene al vino in quanto, sempre in terra taurasina, ho avuto la rara fortuna di degustare un esperimento condotto tra università campane e siciliane insieme: il confronto tra due vini identici che differivano solo per la selezione dei lieviti (molti diranno solo? … eh si … solo), uno con lieviti selezionati da altri, geograficamente parlando, scelti molto lontano e l’altro con lieviti selezionati molto, ma molto vicino all’uva, praticamente avvinghiati alla pruina degli acini … indovinate quale mi ha intrigato di + ? …

… e la degustazione? … quella del 30 novembre intendo … come un orologio i dischi delle varie annate erano disposti a cerchio, e come un orologio sembravano scandire il tempo insieme al tintinnio dei calici che avevamo davanti sulla “tovaglietta”, bellissima con grafica curata direttamente dalla mia amica ed archeo.vigneron Antonella Lonardo … ti piace? … mi ha sussurrato … l’ho fatta io ! … e traspariva una commistione tra delicatezza e velato orgoglio … ma era davvero bella! … disegni, scritte e colori anticipavano le sensazioni che i vini, di lì a poco, ci avrebbero regalato …

… c’erano tutti … come è stato scritto da qualcuno, una bella fetta del mondo del vino che conta, giornalisti, opinionisti, blogger, sommelier … Franco, e chi se non Lui, era andato in aeroporto con la macchina bella a prendere due “persone importanti” … mi hanno mandato a prendere i migliori, mi ha detto sorridendo, scherzava perché sapeva che in sala tanti erano i migliori … quella sera poi i miei amici, quelli bravi anche a fare i sommelier di servizio sono stati impeccabili, anche loro i migliori, hanno voluto confermare, dando una mano, una grande amicizia: Sabatino, (io scherzo con lui e faccio rima aggiungendo … sommelier sopraffino) con il suo spiccato e naturale phisique du role, e poi Rita, Serena, lo stesso Franco e Veronica, la figlia di Lello, uomo in tenuta … da Monte.Laura che, ovviamente, e come fa sempre, dirigeva e basta, ovvero non faceva niente (lo sai Lello che mi piace scherzare !) … Gennaro, eno.poeta e cattedratico consumato, sedeva, come è giusto che sia, tra color che sanno, ma non tutto ! … ed io? rifiutata una, per me, “indecente proposta”, quella di effettuare servizio, ho svolto il ruolo di steward, facendo il check in all’ingresso … e l’ho fatto con grande piacere, si intende ! (giusto per chiarire, non reputo affatto il servizio come cosa indecente, sono io che sono indecente quando penso di farlo … come dico scherzando … “non saprò mai superare la prova mantesino” … indumento obbligatorio nella divisa da sommelier di sevizio) … le alte sfere AIS mi sapranno perdonare e giustificare per cotanta “blasfemia” …

… ma la storica verticale di Grecomusc’ proprio non me la volevo perdere ! … per cui, espletato il mio lavoro, mi sono accomodato davanti ai miei bicchieri da degustazione rigorosamente ISO …

dicevo della tovaglietta dei vini! … un arco fatto di cerchi con su scritte le varie annate: 2004 … 2005 … 2006 … 2007 … 2008 … 2009 …. 2010 … e proprio come un orologio c’era un tempo ed uno “spartiacque della giornata”, quell’ora che divide la mattina dal pomeriggio e la sera dalla notte … il 2007 ! … per me un vino molto emozionante, non soltanto per le sue intrinseche caratteristiche, ma per la sua fierezza di essere, per il suo saper comunicare parole del tipo … io sono così, o ti piaccio o non ti piaccio!io non potrei essere altrimenti ! … ed infatti la 2007, che Antonella e Flavio sanno quanto amo, guarda caso, si pone proprio quale spartiacque per questo vino, l’anno che gli ha segnato la vita, in un modo o nell’altro … prima annata in purezza ed ultima a fare passaggio in legno … fu un anno caldo quello, ed il calore, si sa, in vinificazione è un fattore da controllare con molta attenzione e delicatezza … l’uomo e la natura, in questo caso, hanno accolto il caldo facendolo loro: note minerali spiccate, fruttati in combinazione, sapore saporito, da sperimentare in abbinamenti con il cibo … io l’ho fatto ed è stata sempre una bella sorpresa ! …

… ma prima? … voglio dire nella prima parte della sua vita? … 1) non solo rovello ma anche tracce di altri cultivar, cosa che, via via, è stata sempre più controllata ai fini della purezza da monovitigno … 2) uso di vari legni: 2004 barrique, 2005-2006-2007 tonneaux … e dopo? … dal 2008 solo acciaio … ovviamente lungo affinamento in bottiglia per tutti ! … ma, a parte, le note tecniche legate alla tecnologia produttiva et pratiche di cantina associate, quella sera, davanti a me, troneggiavano sette calici ri.pieni di liquido color oro, che emanavo profumi ed aromi di grande eleganza, sapori intensi e persistenti … memorabile il millesimo 2004! … ormai rarissimo ! (Antonella me ne ha promesso però una bottiglia aggiungendo però subito dopo un “vediamo”) …

… questo scritto non ha la pretesa di voler recensire il vino, ma solo raccontare una sua storia a me conosciuta e quella di un’amicizia !… come ogni festeggiamento che si rispetti ora c’è la torta e, data l’occasione, anche  i fuochi d’artificio: tutto quello che avreste voluto sapere sul grecomusc’ e non avete mai osato chiedere, grazie a quanti, molto meglio di me, ne hanno saputo scrivere e raccontare le gesta:

  • qui (Grecomusc’ 2007 Campania igt)
  • qui e qui (Grecomusc’ 2008 Campania igt)
  • qui (Grecomusc’ 2009 Campania igt)
  • qui (Greco Musc’ 2010 Campania igt)
  • qui e qui (prima verticale completa 2010-2004)
  • qui (due cru di Taurasi)

Alla prossima !

 … P.S. … di seguito un’altra storia, questa volta fatta di immagini e poche parole, fotografie scattate proprio durante una parte della vita del grecomusc’, tempo che ha visto anche la nascita dei due CRU presentati, a sorpresa, durante l’evento sopra descritto, ma che avevo avuto il privilegio di assaggiare in famiglia Lonardo, quindi in anteprima assoluta durante un piacevolissimo pranzo fatto a Taurasi in tempi non sospetti, di fianco ai vigneti nella casa dei Lonardo, a consolidare una storia, un territorio ed un’amicizia ! …

 

... il Grecomusc' ...

... bottiglie a riposo nelle Cantinae Lonardo ...

... Antonella Lonardo e Flavio Castaldo: archeo.vignerons in Cantina ...

... CRU di Taurasi: Vigne d'Alto 2007 ... neonato a riposo ...

 

... CRU di Taurasi ... Coste 2007 ... neonato a riposo ...

... con Antonella Lonardo ...

... con Flavio Castaldo ...

... con Sandro Lonardo ...

 

Informazioni su annitoabate

... sono un architetto ma anche un ricercatore e comunicatore del gusto ... della vita ...
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4 risposte a … Grecomusc’: vino, terroir, amicizia e tante emozioni …

  1. Lello Tornatore ha detto:

    Grande Annito!!! Sempre a sparlare di me…;-)) ma ti perdono…perchè sei mio amico e perchè hai avuto la mia stessa sensazione…2007 uber alles!!!

    • annitoabate ha detto:

      … beh più che sparlare, si cerca di essere obiettivi … ovviamente scherzo anche ora … mi fa piacere che Ti piace sia l’articolo, sia il vino citato … compresa l’annata, quella giusta ! …

  2. Enotecaiorio Iorio ha detto:

    Bello complimenti Annito!!!

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