… Progett ‘IN’ Cantina … Dominus Winery . Napa Valley . California . USA …


 … Il filo conduttore che lega la storia del produttore, delle sue vigne, dei suoi vini e della sua Cantina d’Autore! “Prospettive” viste ed armonizzate dal mio Lato Architetto e dal mio Lato Comunicatore del mondo del vino per non dimenticare mai che … la bellezza è una sintesi di semplicitàcomincia il racconto!

Committente francese, progettisti svizzeri e cantina americana questi gli ingredienti principali della Dominus Winery di Yountville, Napa Valley in California, USA.

… individuazione della Cantina nello Stato …

Progetto affidato ad Herzog & De Meuron Architekten su committenza, nientepopodimenoche, di Christian Moueix (e Cherise Chen-Moueix, moglie e già mercante d’arte), figlio del famosissimo Jean-Pierre Moueix … 10 tra i più famosi chateaux di Francia appartengono alla sua famiglia: La Fleur Petrus, Trotanoy, Hosanna, Providence a Pomerol, Belair-Monange e Magdelaine a Saint Emilion. Il millesimo 2008 segna la sua 38esima vendemmia a Pomerol presso Chateau Petrus, che con il merlot ha qualcosa a che fare.

… la Cantina nel suo territorio …

… la Winery tra i vigneti numerati e classificati …

Christian (Moueix) vuole fare un vino “francese” sia nel “vecchio mondo”, sia nel “nuovo mondo”, ed ha tutte le carte in regola, visto che studia ingegneria agraria a Parigi e si laurea in viticoltura ed enologia all’Università di Davis in California. E’ proprio mentre studia qui che, alla fine degli anni ’60, si innamora della Napa Valley e dei suoi vini, passione che lo porta a scoprire, nel 1981, quelle che sarebbero diventati i vigneti della sua Cantina, terra che già aveva contribuito alla produzione dei migliori vini della zona durante gli anni ’40 e ’50.

Uomo di cultura, arte e letteratura, i suoi vini armonizzano un approccio tecnico alla francese con le condizioni del “terroir” californiano. Il suo Dominus è un vino che proviene dalla vigna “storica” di Napanook a Yountville (da superare, però, il pre.concetto di “storico” come il jet lag tra Parigi e la Napa Valley); la squadra della Cantina californiana, tra tradizione ed innovazione, vuole produrre vini che sanno distinguersi ed esprimere la quintessenza del “vecchio campo d’uva”.

… Christian Moueix tra le sue uve …

Nel 1838 George Yount (la cittadina di Yountville deriva dal suo cognome) piantò nella Valle le prime vigne, nel 1850 la terra fu venduta a Charles Hopper, uno dei primi coloni. In seguito molti illustri personaggi hanno avuto a che fare con la zona: Hugh La Rue, un pioniere nell’uso di portinnesti, e John Daniel, il proprietario di Inglenook a Rutheford, sempre nella Napa Valley, oggi appartenente al registra Francis Ford Coppola (questa cantina, nel 1943, aggiunge l’uva del vigneto Napanook per fare il suo cabernet sauvignon, considerato tra i migliori vini mai prodotti nella Napa Valley).

Nel 1982 Christian Moueix inizia a coltivare la vigna Napanook nei principi della sostenibilità ambientale e nel rispetto del terroir.

Nel 1995 il mecenate francese, coronando il suo sogno, diventa unico proprietario dell’azienda vitivinicola alla quale, appunto, decise di dare un nome che ne contenesse tale conquista:  “Dominus”, dal latino “Padrone, Signore” … Dominus Winery … La Cantina del Padrone …

Nel 1996 viene prodotta la prima annata del Napanook.

Nel 1997 viene dato l’incarico all’illuminato studio di Zurigo per avviare il progetto della Cantina.

Dominus Winery, Napa Valley, California, USA . Herzog & De Meuron Architekten

La cantina

L’intuito e lo spirito da mecenate di Christian Moueix conducono, nel 1995, alla scelta del grande studio di architettura di Basilea, Svizzera: Herzog & De Meuron Architekten sono i progettisti della nuova Dominus Winery (primo incarico negli Stati Uniti), completata nel 1997. Superficie utile 4.100 mq., costo dell’opera $ 5.400.000.

Nel 2001 i due architetti ricevono anche il prestigioso premio Pritzker.

Christian e Cherise Moueix amano l’arte, sono collezionisti illuminati e vogliono architetti europei che “comprendono” ed amano l’arte … ed anche il vino. Jacques Herzog confessa al suo committente che il suo sogno è di fare un edificio buono come i vini che si produrranno dentro. Sapeva già bene di che qualità si trattava: uno stile classico nella sua genetica che si reinterpreta per diventare attuale e minimalista … come il vino che aveva provato, stile francese in terra di California.

Si decise di posizionare la monolitica Dominus Winery in un punto preciso, laddove terminano i vigneti e la terra piega prima di risalire sul versante collinare, un diaframma tra la pianura vitata e lo sfondo dei Monti Mayacama: un parallelepipedo perfetto fatto con la pietra di basalto del vicino Canyon, che avrebbe protetto sia dal freddo, sia dal caldo ed avrebbe anche potuto modulare la luce solare; lungo 135 metri, largo 24 ed alto 8 metri, svuotato al piano terra per lasciar passare la strada che attraversa le vigne ed al primo piano per far filtrare il paesaggio.

Il varco principale aperto sui vigneti

La forma della Cantina è la forma dei suoi vini, tra i più grandi del mondo, monumento moderno, anzi contemporaneo; interpretazione del paesaggio e del “terroir”, reinterpretazione delle trasparenza, della luce, elemento così delicato per il vino che filtra con discrezione attraverso le pareti, tra gli spazi liberi delle pietre imprigionate nelle reti metalliche. Si interpreta una nuova concezione di spessore, in divenire tra l’essere muro materico o pelle, certamente involucro di una forma primordiale, il parallelepipedo, un contenitore in pietra, la cui materia viene articolata e disarticolata, composta ora a rappresentare un pieno, più o meno trasparente a seconda delle necessità, ora a diventare balconata affacciata sui bellissimi filari dei vigneti, o ancora per diventare varco di ingresso all’azienda o dei mezzi durante le delicate fasi di lavorazione della terra, delle piante e quindi del vino. Un monumento al mondo del vino, alla sua eccellenza produttiva che, in quanto tale, si erge nel paesaggio ma lo rispetta al punto da mimetizzarsi, proponendosi quale linea lapidea tra le linee dei filari ordinati dei vigneti.

Vuoti e pieni: la tessitura del basalto ingabbiato e le aperture sul paesaggio

La tessitura delle pareti lapidee è, contemporaneamente, un’affermazione della classicità e la sua negazione, o superamento: le pietre sono disposte in modo che man, mano che lo sguardo sale, diventano più grandi, quasi a sfidare la storia e la gravità; gli architetti non dimenticano la “stratificazione” della storia ed allora infittiscono le maglie di acciaio a costituire un basamento all’edificio o, molto più praticamente, ad impedire che i serpenti a sonagli della zona possano nidificare tra le mura del palazzo del vino.

La stratificazione del muro in pietra

Ma la trama disegna anche la luce interna, la filtra, collabora alla smaterializzazione dell’edificio in alcuni punti specifici … bisogna ricordare che in California il sole è forte ed il suo irraggiamento deve essere controllato … «Prendiamo la pietra e la ribaltiamo, facendo sembrare luce ciò che è solido. E’ quasi un’esperienza erotica, in cui la trasparenza si mette in posa e l’edificio diventa un corpo», queste le parole di Jacques Herzog.

La luce filtrata e modulata attraverso le pietre ed i cristalli retrostanti

Il volume all’interno è dinamico, spesso a doppia altezza in modo da far dialogare il sistema di funzioni dei due livelli che lo compongono. Funzioni libere che si sviluppano per tutta la lunghezza.

Tra i due livelli, la scala e le doppie altezze a modulare il sistema funzionale

 Al livello terra:

  • la sala con dei grandi fermentini, dove il vino si sposa con i lieviti e lascia che gli zuccheri diventino alcol e “sostanza”;
  • la bottaia, dove file di legni francesi lasciano riposare il vino durante la sua lunga maturazione;
  • gli spazi dove le bottiglie si riempiono di nettare di bacco e si vestono d’arte;
  • una saletta per la degustazione della preziosa e purpurea bevanda.

Al primo livello uffici, locali di servizio e la balconata affacciata sui vigneti, bellissimo paesaggio.

La barriccaia a quota inferiore si apre al “visitatore”

Le piante dei due livelli e la sezione sulla parte in pietra

Christian Moueix affacciato alla balconata sui vigneti

La vigna

La vigna Napanook sembra perfetta per far crescere il suo Cabernet Sauvignon e gli altri vitigni del famoso taglio bordolese: clima temperato e suoli vulcanici ben drenanti, terreno ghiaioso e argilloso. Un clima con estati calde ed asciutte, temperate dalle brezze di raffreddamento della Baia di San Pablo. Inverni freddi e umidi. La posizione della Mid-Valley assicura, comunque temperature moderate.

Christian Moueix ed il winemaker Tod Mostero nella vigna Napanook

103 acri (circa 42 ettari) piantati a Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Petit Verdot, che, in percentuali diverse, costituiscono gli uvaggi dei 2 vini prodotti.

I vigneti di Dominus Estate

Il vino

Dominus Winery, produttore ed enologo Christian Moueix, fa due vini: il Dominus ed il Napanook; nel 1983 vengono scelte, attentamente, le uve della prima annata del Dominus, nel 1996 si vinifica il primo millesimo del Napanook.

Dei vini cambia l’uvaggio, di anno in anno, il periodo di maturazione e quello di affinamento ed, ovviamente, l’epoca di vendemmia, simile a quelle del nostro continente.

Sala degustazione nella Cantina

I due vini prodotti

Vengono riportate, sinteticamente, per entrambi i vini, alcuni dati della prima e dell’ultima annata e le relative etichette … partendo dall’ultimo millesimo, quello in corso.

Le etichette del Napanook hanno conservato la stessa immagine dal primo millesimo a quello in corso, unica variazione il numero dell’annata; quelle del Dominus, vino di punta, sono cambiate nel tempo: dal 1983 al 1990 riproducono una serie di opere d’arte mentre dal 1991 al 2008 si uniformano.

L’artista Sam Szafran, nato a Parigi nel 1934, conosciuto per i suoi lavori a pastello, firma l’etichetta del Dominus 1983, come detto prima annata di produzione

Dominus 2008

Dominus 2008

andamento annata 2008: impegnativa per i viticoltori, estremamente gratificante per i produttori, precipitazioni insolitamente basse per tutto l’inverno e la primavera. Da metà marzo a fine aprile freddo mattutino, estate calda, buona ed uniforme maturazione delle uve

vendemmia: inizio 19 settembre, fine raccolta 3 ottobre

vino: grande purezza e definizione, profumi intensi e delicati, aroma netto di bacche, morbido in bocca, frutti neri, mora e prugne ed una fine una nota minerale.

uvaggio: 83% Cabernet Sauvignon, 13% Cabernet Franc, 4% Petit Verdot

percentuale di botti nuove: 40%

maturazione in botte: 18 mesi

imbottigliamento: giugno 2010

bottiglie prodotte: 54.000

data di uscita: giugno 2011

 Dominus 1983

andamento annata 1983: periodo vegetativo piuttosto caldo con settembre molto caldo

vendemmia: inizio 13 settembre, fine raccolta 19 settembre

vino: rubino scuro, naso ricco complesso, note di cassis, di corpo con una struttura tannica profonda che gli assicura una buona longevità

uvaggio: 80% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot

percentuale di botti nuove: 20%

maturazione in botte: 20 mesi

imbottigliamento: dicembre 1985

bottiglie prodotte: 25.200

data di uscita: febbraio 1989

Napanook 2008

Ottenuto da uve provenienti dall’omonimo e storico vigneto e da un assemblaggio ed un’accurata selezione in vigna, considerando le zone ed i filari, le maturazioni dei grappoli.

andamento annata 2008: si veda quella del Dominus 2008

vendemmia: inizio 19 settembre, fine raccolta 3 ottobre

vino: setoso, intenso con aromi di moka, mandorle e scorze di agrumi. In bocca è ricco di struttura e densità, finale minerale

uvaggio: 93% Cabernet Sauvignon, 1% Cabernet Franc, 6% Petit Verdot

percentuale di botti nuove: 20%

maturazione in botte: 15 mesi

imbottigliamento: giugno 2010

bottiglie prodotte: 31.200

data di uscita: maggio 2011

Napanook 1996

Ottenuto da uve provenienti dall’omonimo e storico vigneto e da un assemblaggio ed un’accurata selezione in vigna, considerando le zone ed i filari, le maturazioni dei grappoli.

andamento annata 1996: forti piogge a febbraio e marzo seguite da un aprile e maggio caldi, una buona umidità ha prodotto un germogliamento precoce e favorito la crescita, giugno e luglio molto caldi con notti fredde in agosto e settembre, raggiunta una piena ed equilibrata maturazione dei grappoli

vendemmia: inizio 6 settembre, fine raccolta 8 ottobre

vino: un rubino particolarmente intenso e vivace, buona intensità che integra un naso complesso e fine, sentori agrumati di cedro delicatamente pungente, frutta rossa fragrante si sviluppa lentamente, armonizzandosi con tannini eleganti con finale di liquirizia e cannella. Il vino risulta piacevole e di pronta beva anche se si può ipotizzate una buona tenuta nel tempo

uvaggio: 74% Cabernet Sauvignon, 13% Cabernet Franc, 13% Petit Verdot

percentuale di botti nuove: 30%

maturazione in botte: 15 mesi

imbottigliamento: maggio 1998

bottiglie prodotte: 24.000

data di uscita: aprile 1999

immagini

© Dominus Estate di Steven Rothfeld . Michael Lange . Daryl Jones . Tod Mostero . Guillaume Eicholz

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Informazioni su annitoabate

... sono un architetto ma anche un ricercatore e comunicatore del gusto ... della vita ...
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