… Le “Fate del Fuoco”, la Zuppa di San Vito e la Merenda del Francese …


IL GUST’OTTO raccoglie gli articoli del week end prodotti per il quotidiano OTTOPAGINE: eventuali approfondimenti rispetto al testo originario saranno evidenziati con carattere differente.

L’articolo pubblicato è apparso nell’edizione di venerdì 7 settembre 2012.

A Gructezola, l’antica Grottolella, le grida dei bambini annunciavano, da lontano, l’arrivo della Signora Angelica Carafa, nobildonna ereditiera dell’antico feudo di Famiglia, tornava al Paese che ancora il caldo dell’estate non aveva lasciato il passo alle frescure autunnali; all’inizio di settembre soleva, infatti, recarsi nei luoghi abitati dai suoi mezzadri per riscuotere le sue quote dei raccolti.

Come una Dea, grata per ciò che aveva ricevuto, faceva “illuminare”, dalle “fate del fuoco“, i piedi del Castello Medioevale ed il Borgo per la festa di rito: un “buon pasto” che offriva alla sua gente.

… le Fate del Fuoco, donne bellissime ed “ardenti” hanno ispirato storie e leggende …

Un’antica leggenda attribuiva alla salamandra la capacità di superare le fiamme senza restarne bruciata e, pertanto, la mitologia celtica le ha inserite nella categoria delle “fate del fuoco” ed una cultura, a noi molto più vicina, le ha chiamate le “belle mbriane”.

Le “Fiammelle” e le “Salamandre” sono le mitiche “fate del fuoco”, spiriti elementari di questo ardente elemento, bellissime, agili e snelle prendono materia nella sua luce e nel suo calore.

… sinuose si avviluppano come le fiamme dentro cui amano danzare …

Nel sottobosco del Massiccio del Partenio la salamandra pezzata, tinteggiata di accesi toni gialli e neri, non trova fuoco da attraversare ma cibo “tipico” da trasformare nel suo banchetto della sopravvivenza.

… la salamandra pezzata del Partenio …

Ed è su queste “basi” che poggia la rievocazione del “Pasto della Salamandra” che, ogni anno, da ormai sette anni, “riempie” di storia e sapori le parti più antiche di Grottolella.

Le pagine del quaderno di Elisa Settembrini hanno permesso la ricostruzione di due antiche ricette preparate dalle abili Cuoche del “Pasto della Salamandra” consumato tra gli ultimi due giorni del mese di agosto ed il primo giorno di settembre: due piatti in equilibrio tra storia e leggenda.

Nella Taverna del Monaco, San Vito, secondo la leggenda di ottimo appetito, si fermò a mangiare il suo piatto preferito (stufato di patate e peperoni), dichiarando all’oste quello che odiava (il piatto vuoto).

La Zuppa di San Vito è una ricetta tipica della Frazione Taverna del Monaco a Grottolella preparata soprattutto d’inverno. Ingrediente principale i peperoni, essiccati, schiacciati e conservati sott’olio, poi salamini piccanti avvolti nella sugna ed infine pizza di granoturco rigorosamente cucinata In teglia di terracotta. La zuppa era quindi “assemblata” con gli ortaggi, i salumi tagliati a quarti e la pizza di cereale. Una variante voleva anche le patate, calde insieme ai peperoni, con “benedizione diretta” di San Vito.

In abbinamento un vino rosso profumato e fresco come Aglianico, Piedirosso o Sciascinoso.

A Pozzo del Sale sorgeva acqua sulfurea con elevato tenore di sale esportato poi sotto il dominio dei francesi che decisero, pertanto, di presidiare, con propria milizia, il “giacimento”.

Per capire se il forno era alla giusta temperatura si era soliti anticipare l’infornata del pane con un “campione”, “test” per la migliore cottura che si trasformava nella “Pizza Cenerella”, una sorta di focaccia annerita dalla cenere del forno non ancora completamente pulito.

La Merenda del Francese, la “Crasse-Croute” d’oltralpe, è la “Pizza Cenerella” appena sfornata, calda e fragrante, ripiena di formaggio pecorino, pancetta di maiale, meglio se di cinghiale, consumata, a mezzogiorno, dai soldati di guardia alla sorgente. La temperatura ammorbidisce il formaggio ed il grasso della pancetta che si fondono alla soffice mollica del pane.

Questo “spuntino” veniva abbinato ad un vino bianco, in genere Coda di Volpe, reso frizzante con l’aggiunta di zucchero in fase di imbottigliamento.

Gli adulti, a pancia piena, riposavano mentre i bambini, rumorosi, accompagnavano la carrozza della Signora alle porte del Paese per l’arrivederci all’anno che verrà.

Approfondimenti & Curiosità

L’etimologia del Paese Irpino deriva dalle diverse cavità situate sotto le colline su cui sorge. Gructezola, piccola grotta, è il luogo dove venne edificato il Castello, nome che diventò, infine, Grottolella.

Il Castello Medioevale di Grottolella (AV) venne edificato in cima ad un colle, su un’originaria struttura difensiva longobarda; tre torri angolari sono cilindriche e quella orientale è quadrata. Nel 1650 diventò la residenza dei feudatari Duchi Macedonio, in seguito appartenuto alle famiglie Caracciolo-Carafa.

Dal Medioevo la salamandra ha assunto significati simbolici per la capacità dell’anfibio di risorgere. Di frequente raffigurata nei bestiari con caratteristiche spesso confuse con quelle di altri rettili. Secondo un’antica leggenda le salamandre erano capaci di attraversare le fiamme rimanendo illese ed è forse per questo motivo che la mitologia celtica le inserisce come categoria delle “Fate del Fuoco“.

La Salamandra Pezzata, presente anche sul Massiccio del Partenio, vive nei boschi dell’Europa nascondendosi fra le foglie cadute o fra il muschio dei tronchi d’albero; un corso d’acqua serve a far crescere le sue larve. In genere esce di notte ma quando piove anche di giorno. Abile cacciatrice, mangia vari tipi di insetti, ragni, lombrichi e lumache o, a volte,  piccole lucertole o rane. Può crescere sino a circa 20 cm di lunghezza.

Le Fate del Fuoco (Fiammelle e Salamandre) possono assumere varie sembianze e, se offese, possono diventare malvagie. Vivono nel fuoco, nella scintilla e nel lampo. Se entra in una casa va trattata con rispetto e gratitudine. LeSalamandre”, spiriti elementali del fuoco, vivono nei pressi di vulcani attivi o nelle zone desertiche. Agili, snelle e bellissime hanno forma di sfere luminose e lingue di fuoco, lunghi capelli rossi, sono avvolte da veli variopinti. Se vengono viste dagli uomini mentre Cantano e danzano ed avvistate, danno sfoggio della loro ira distruggendo ogni cosa durante la fuga. Le Fiammelle, fate fortissime, sono minuscole scintille o palle di fuoco capaci di ingrandirsi o rimpicciolirsi.

La “Bella ‘Mbriana” (detta Meriana oppure ‘Mmeriana), salute e benessere per la casa, è uno spirito benigno contrapposto, spesso a “o’ munaciello” che è, invece, cattivello e dispettoso. E’ rappresentata come una donna bellissima ed elegante.  In casa casa si usa lasciare una sedia libera per accogliere questa “fata” della positività e per evitare che andando via possano giungeren sciagure per la famiglia inospitale.

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Informazioni su annitoabate

... sono un architetto ma anche un ricercatore e comunicatore del gusto ... della vita ...
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2 risposte a … Le “Fate del Fuoco”, la Zuppa di San Vito e la Merenda del Francese …

  1. giovanni ha detto:

    grazie ….sono un “appassionato di storie, e questa mi è piaciuta tanto

    • annitoabate ha detto:

      … grazie davvero, sono contento che questa storia ti sia piaciuta, devo confessarti che anche io amo le storie e sono sempre alla ricerca di quelle che mi catturano … spero tu possa continuare a seguire questo mio blog …

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