Ron il centenario e il Cibo degli Dei


Il cioccolato, il Cibo degli Dei, nelle sue varie forme e tipologie, è la cosa più probabile che  resta dopo l’Epifania da abbinare a dell’ottimo Rum ben invecchiato nei giusti legni.

EPICIOCRUM

Trascorse ormai le feste natalizie, superati, più o meno indenni, le colazioni mattutine, i Pranzoni di mezzodì ed i Cenoni serali, consumate tutte le “derrate” accumulate in ore ed ore di preparazioni che hanno visto impegnate intere famiglie, la domanda sorge spontanea: cosa resta nelle case di tutto ciò? Certamente non i primi piatti fumanti, ma neppure tracce dei secondi, succulenti, con i loro variegati contorni pseudovegetali e, forse, non esiste più traccia neppure dei vari dolci, alle creme, alle panne e niente neanche di quelli, più o meno “duraturi” quali gli struffoli ed i panettoni, artigianali o non; potrebbe essere sopravvissuto, forse, qualche scatolo dimenticato di torrone, magari consumato per metà, che giace in credenza, dietro piatti e scodelle, in attesa, chissà, dei prossimi commensali domenicali o di qualche inatteso momento che farà felice lo scopritore, goloso di turno.

goloso peccaminoso cioccolato

goloso peccaminoso cioccolato

Guardando il calendario però ci si può facilmente rendere conto che il 6 gennaio non è ancora lontano e che le calze, riempite dalle befane con ogni leccornia di sorta, non hanno avuto ancora il tempo di essere svuotate; si sa, i bambini vanno accontentati, resi felici ed allora, a parte qualche pezzo di “dolce carbone”, sia esso tradizionalmente nero, o nella sua più delicata versione sbiancata, caramelle variopinte o, negli ultimi anni, i “tenui-tintipastello-variegati” marshmallow, i “salami di lana” sono stati saturati soprattutto con ogni forma e tipo di cioccolata.

Aztechi che preparano il "Xocolatl"

Aztechi che preparano il “Xocolatl”

Theobroma Cacao che Linneo rinominò nella significativa traduzione di “Cibo degli Dei”, termine diverso dall’azteco “Xocoatl” in lingua Nahuatl da cui deriva invece il termine “Cioccolato”;

Ma che meraviglia però guardare nel cioccolato le tinte “bruciate”, le forme che assume con la luce che passa sulle parti ora lucide, ora più opache, i profumi ma soprattutto il sapore che invade la bocca seducendo, con persistenza infinita, ogni senso con la consapevolezza di rischiare “dipendenza” da questi piaceri.

Note, infatti, sono le proprietà antidepressive ed euforizzanti di questa antichissima ed aromatica polvere bruna, la sua capacità di stimolare il sistema nervoso favorendo attenzione e concentrazione, proprietà addirittura afrodisiache, tanto da paventarne una possibile dipendenza.

la cioccolata "stimola" i sensi

la cioccolata “stimola” i sensi

La storia del cioccolato, insomma, è legata a storie e leggende che hanno affascinato chi le ha ascoltate; c’è chi ne ha studiato possibili correlazioni comportamentali ed affettive con il gusto e le scelte. «Buonissimo, ma non è il mio preferito» ha detto un affascinante Johnny Depp alla sensuale Juliette Binoche nel film Chocolat che, nella “Tranquilité” di un paesino della campagna francese, aveva capito come soddisfare i gusti di tutti gli abitanti con il cioccolato, migliorando anche loro la vita, tranne della persona che avrebbe amato e non riusciva ancora ne a capire, ne a “domare”.

«Buonissimo, ma non è il mio preferito»

«Buonissimo, ma non è il mio preferito»

Il cioccolato contiene l’anandamide, una sostanza particolare in grado di stimolare le percezioni sensoriali ed indurre euforia; in sanscrito “ananda” significa felicità.

Une chocolaterie peut ruiner la tranquillité

Une chocolaterie peut ruiner la tranquillité

Come ogni “sostanza” affascinante, il cioccolato è “difficile” da abbinare, specie con il vino.

Con la “purezza” del cacao tale effetto si amplifica diventando addirittura “scontroso” e dai confronti difficili da reggere; l’amarezza del cacao puro, la sua infinita persistenza gusto-olfattiva ma anche la struttura che riesce ad assumere annienterebbero, infatti, ogni nettare di dioniso, bianco, rosato o rosso che si frapponesse sul cammino della degustazione.

Le scelte, allora, albergano altrove, bisogna ricorrere ad un distillato, caldo e morbido e quello che sembra reggere meglio il confronto è Mr. Ron, il celeberrimo Rum che, un tempo, tante piratesche storie nei Mar dei Sargassi ha ispirato e fatto sognare e che, più recentemente e forse anche più prosaicamente, ha sedotto tanti che hanno sognato di vivere una splendida vacanza ai Caraibi.

Distillando il Vesou, ovvero il succo di canna da zucchero, si ricava: Basi (Filippine), Big Ben (Mauritius), Cachaça e Pinga (Brasile), Olla (Guatemala) ed il famosissimo Rum, Rhum o Ron (Fascia Equatoriale).

Lo zucchero da distillare può essere fermentato dal succo di canna, dal succo concentrato di canna, o dalla melassa, il residuo dolce che rimane dopo l’ebollizione del succo di canna. Il Rum può essere “Industriale” (ottenuto da melassa con percentuale di minerali ed altri elementi che influiscono sul gusto finale) e “Agricole“, più morbido e pregiato (ottenuti dal succo di canna, soprattutto ad Haiti e in Martinica).

Quando i Rum escono dall’alambicco di distillazione sono chiari ed incolori e prendono le tonalità finali dopo opportuni passaggi in legno ed uso di caramello aggiunto; importantissimo è il compito del Master Blender, che deve saper imprimere lo “stile della Casa” e che, come dice il nome, deve quindi essere capace di assemblare sapientemente i liquidi alcolici di annate e tipologie diverse.

Rum, Rhum o Ron, il famosissimo distillato della Fascia Equatoriale è il miglior abbinamento con il cioccolato

il Rum è il miglior abbinamento con il cioccolato

Come succede spesso, ma non sempre, l’assolutismo porta all’isolamento ed allora in presenza di purissimo cioccolato, con concentrazioni molto elevate di cacao, nulla regge il confronto e non resta che farsi rapire da quell’ossimoro gustativo ed emozionale che genera una dolce, piacevole amarezza, almeno di questa parte della vita.

 Rum: classificazioni, zone e stili di produzione

Classificazioni

  • Bianchi: chiari con gusto delicato
  • Dorati: ambrati di medio corpo,  gusto morbido
  • Scuri: corpo pieno, ricchi, dominati dal caramello
  • Speziati: (spice) infusione di pepe, anice, frutta, altro
  • Añejo ed Age-dated: invecchiati, di annate differenti

Zone di produzione

  • Caraibi: epicentro mondiale, stili diversi
  • Barbados: leggeri e dolciastri
  • Cuba: corpo leggero, puliti
  • Repubblica Dominicana: corpo pieno, invecchiati
  • Guyana: ricchi e di corpo anche lunghi invecchiamenti
  • Haiti: molto corpo, morbidi, intensi e profumati
  • Giamaica: ricchi e aromatici
  • Martinica: gli invecchiati sono paragonabili ai brandy francesi di alta qualità
  • Puerto Rico: famosi i rum light
  • Trinidad: leggeri
  • Isole Vergini: chiari e leggeri
  • Guatemala e Nicaragua: medio corpo buon invecchiamento
  • Brasile: chiari
  • Venezuela: dorati e scuri, elevati in legno 

Stili di produzione

  • Stile inglese: da melassa, affinamento in legno breve o nessuno (Giamaica, Barbados, Trinidad & Tobago)
  • Stile spagnolo: Ron da melassa (Cuba, Repubblica Dominicana, Venezuela, Panama, Guatemala, Nicaragua, Porto Rico)
  • Stile francese: Rhum Agricoli da Vesou, lunghi affinamenti in legno (Martinica, Guadalupa)
  • Stile Demerara: fiume lungo il quale si coltivava la canna da zucchero in Guyana, da melassa, al quale viene aggiunto del caramello per renderlo più scuro

E ora … basta, alla prossima!

BASTA

Informazioni su annitoabate

... sono un architetto ma anche un ricercatore e comunicatore del gusto ... della vita ...
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