Salgono a 74 le DOCG italiane: Nizza è la diciassettesima del Piemonte


Dopo la “grande abbuffata”, dopo il previsto un periodo di “tregua” qui documentato, dopo quasi due anni dall’ultima “consacrazione”, il silenzio è stato praticamente rotto dall’uscita ufficiale della 74esima DOCG d’Italia.

In questo articolo la Nuova Cartina delle DOCG d’Italia aggiornata a gennaio 2015.

Il Piemonte, “guardingo” nelle fasi calde della ressa, Regione blasonata e titolata da sempre cala il suo asso: Proposta di disciplinare di produzione dei vini a Denominazione di origine controllata e garantita “Nizza”, pubblicato nella G.U.  n° 211 del 11/09/2014 al Prot. 66181 del 05/09/2014 (fonte ufficialissima con tanto di targa e firma del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali), “sponsor” della procedura il “Consorzio di tutela vini d’Asti e del Monferrato” … e chi altrimenti?

Procedura praticamente conclusa: 1) acquisito il parere favorevole della Regione Piemonte, 2) tenuta, in data 7 luglio 2014, la riunione di pubblico accertamento in loco, presso la sede del Consorzio dell’Asti ad Isola d’Asti, con la partecipazione di enti territoriali, organizzazioni di categoria vitivinicole, produttori ed operatori economici interessati, 3) acquisito, in data 23 luglio 2014, il parere favorevole del Comitato Nazionale vini DOP ed IGP ed approvata la proposta aggiornata del disciplinare di produzione.

In base alla data del 05/09/2014, le eventuali istanze e controdeduzioni alla suddetta proposta di modifica del disciplinare di produzione sarebbero devute pervenire entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della predetta proposta.

Salvo particolarissime situazioni è praticamente fatta!

DOCG Nizza anche con menzione “riserva” e menzione aggiuntiva “vigna”, la nuova Denominazione di Origine Controllata e Garantita Piemontese, “tutta in Rosso, barbera in purezza” e già sottozona della DOCG Barbera d’Asti (rif. D.M. 21.08.2008), nella cartina ancora rigorosamente “asteriscata” (*).

Si fa presto a dire Barbera? Il Piemonte sceglie il “particolare” e, in controtendenza rispetto ad alcune espressioni di internazionalismo affermate da qualche Regione poco più in basso, punta su un prodotto di nicchia, fatto in un ristretto territorio di pochi comuni intorno a Nizza Monferrato, a pochi chilometri da Asti e dalle Langhe (Agliano Terme, Belveglio, Calamandrana, Castel Boglione, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Castel Rocchero, Cortiglione, Incisa Scapaccino, Mombaruzzo, Mombercelli, Nizza Monferrato, Vaglio Serra, Vinchio, Bruno, Rocchetta Palafea, Moasca, San Marzano Oliveto).

E allora:

  • Diciasettesimadocgpiemonte. Provincia di Asti – proposta per la DOCG Nizza anche Riserva e “vigna”- barbera 100% – sesto di impianto min. a 4.000 ceppi/ettaro – resa uva 7 tonnellate/ettaro (per “Vigna” 6.3 – titolo alcolometrico vol. naturale min. 13 (per “Vigna” 13.50 % vol.) – invecchiamento, dal primo gennaio successivo alla vendemmia, min. 18 mesi di cui 6 in legno (per “Vigna” min. 30 mesi di cui 12 in legno) –

E allora, appena “pronta”, una bella Barbera da Nizza DOCG Riserva Vigna va degustata.

A proposito, ma che fine ha fatto Sarà, l’aspirante DOCG del Trentino, Moscato Giallo di Castel Beseno qui da noi citata? Qui una traccia, qui un’altra, qui un’altra ancora e ancora qui, e chissà quante altre notizie, tutte risalenti a qualche manciata di mesi addietro, quando si era in piena era de “La Grande Abbuffata”.

Se qualcuno ne ha notizie ci faccia sapere, per ora si allega a questo articolo la Nuova Cartina delle DOCG d’Italia, aggiornata al 2015.

Alla prossima!

 CARTINADOCG-VITIGNI_gen2015

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... sono un architetto ma anche un ricercatore e comunicatore del gusto ... della vita ...
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10 risposte a Salgono a 74 le DOCG italiane: Nizza è la diciassettesima del Piemonte

  1. Franco Notarianni ha detto:

    Grazie Delegato i corsisti del terzo ringraziano

  2. Stefania ha detto:

    Finalmente una mappa delle docg italiane semplice, immediata, efficace praticamente perfetta, per tutti i curiosi ma soprattutto per chi, come me, e’ impegnato negli studi. Grazie. Stefania

  3. marina ha detto:

    Grazie, grazie, grazie!!!

    • annitoabate ha detto:

      Mi fa piacere, il tuo commento trasmette entusiasmo e, nel contempo, mi fa capire che il mio lavoro è stato utile, in tanti mi scrivete, quindi … Grazie, grazie, grazie!!! … a Tutti Voi !

  4. Mahée Ferlini ha detto:

    Una mappa semplice e dettagliata delle docg italiane ! Grazie!

  5. Matteo ha detto:

    Nella cartina Toscana alla docg Carmignano vedo come vitigni : Sangiovese e canaiolo nero!
    se si vuol indicare solo 2 vitigni fra quelli previsti dal disciplinare i principali sono: Sangiovese e Cabernet sauvignon , penso che nessun produttore attualmente faccia il carmignano con solo sangiovese e canaiolo anche se da disciplinare potrebbe. Ma il cabernet è la storia del Carmignano.

    • annitoabate ha detto:

      Grazie per il tuo commento, questo lavoro è cominciato qualche anno fa quando non esisteva nulla in giro che riportasse tutte le Docg insieme; non si sapeva neppure il numero esatto figuriamoci un’immagine che ne contemplasse anche i vitigni suddividendoli per colore di bacca.
      Il lavoro è stato migliorato e definito nel tempo anche con l’aiuto di persone come te che notavano errori, imperfezioni, interpretazioni poco calzanti.
      Mi riprometto di apportare le giuste modifiche, sulla base di quello che oggi è scritto sul disciplinare, scegliendo la soluzione più opportuna.
      Sul disciplinare è scritto:
      Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Carmignano” deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti, aventi nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
      – Sangiovese minimo 50%;
      – Canaiolo nero fino al 20%;
      – Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, da soli o congiuntamente, dal l0 al 20%;
      – Trebbiano toscano, Canaiolo bianco e Malvasia del Chianti da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 10%.
      Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve di altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Toscana fino ad un massimo del 10% del totale.

      Mi piacerebbe sentire però anche l’opinione di qualcun altro, magari di qualche produttore circa l’uso dei vitigni, in particolar modo del canaiolo nero che, almeno stante al disciplinare, sembra avere più % anche rispetto ai “colleghi internazionali”

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